Doujinshi (同人誌, doujinshi) significa letteralmente “rivista della stessa persona” o “opera autopubblicata”. Sebbene il termine copra qualsiasi libro autopubblicato — inclusi racconti originali, raccolte d’arte e musica — a livello globale è associato ai manga creati dai fan che presentano personaggi tratti da anime, manga, videogiochi e altri media.
Storia e cultura
La cultura dei doujinshi in Giappone risale agli anni ‘70, quando comunità di fan organizzate cominciarono a creare e vendere le proprie opere alle convention. La fondazione del Comiket (Comic Market) nel 1975 ha dato a questa attività una casa istituzionale permanente. Quello che iniziò come un piccolo raduno di appassionati è cresciuto fino a diventare una delle più grandi convention di fan al mondo, tenuta due volte l’anno al Tokyo Big Sight e attirando tra le 500.000 e le 750.000 persone nell’arco di tre giorni.
La cultura è unica in Giappone per la sua scala e per il suo rapporto con l’industria commerciale. Molti mangaka professionisti hanno pubblicato doujinshi prima di essere scoperti. CLAMP, il gruppo creativo tutto al femminile dietro Cardcaptor Sakura e X/1999, ha iniziato pubblicando doujinshi fan.
Tipi di doujinshi
I doujinshi si dividono in due grandi categorie:
Parody / fan-made (パロディ, parodi) Opere che presentano personaggi di proprietà intellettuali esistenti. Possono spaziare da storie “what if” dolci e avventurose a contenuti adulti espliciti. L’enorme quantità di doujinshi per una serie è spesso usata come parametro della sua popolarità culturale — serie fortemente coperte dai doujinshi includono Touhou Project, Fate/stay night, Dragon Ball ed Evangelion.
Original (オリジナル, orijinaru) Opere che presentano personaggi e mondi creati interamente dall’artista. Funzionano come fumetti indie, permettendo ai creatori di sperimentare temi, stili e pubblici al di fuori del sistema di pubblicazione commerciale.
L’accettazione tacita dell’industria
La legge sul copyright giapponese copre tecnicamente anche i personaggi delle opere commerciali. Tuttavia, i grandi editori storicamente hanno mantenuto una politica di non intervento nei confronti dei doujinshi, a condizione che:
- le opere siano vendute in piccole quantità
- non siano facilmente confondibili con i prodotti ufficiali
- il contenuto per adulti non appaia in spazi accessibili ai minorenni
Questa tregua informale giova anche agli editori: l’ecosistema dei doujinshi mantiene alto l’impegno dei fan, fa emergere nuovi talenti e funziona come ricerca di mercato gratuita sulla popolarità dei personaggi.
Distribuzione digitale
Piattaforme come DLsite, Booth (gestita da Pixiv) e Melonbooks Digital hanno spostato buona parte del mercato dei doujinshi online. I creatori possono ora vendere internazionalmente senza partecipare a eventi fisici, e gli acquirenti fuori dal Giappone hanno accesso diretto a opere prima disponibili solo al Comiket. La pratica correlata della scanlation — la traduzione fan di manga commerciali — è cresciuta dallo stesso spirito di accesso internazionale.